mercoledì 26 marzo 2014

Sempre dai ricordi esce la Caciata o Pizza di Pasqua


Ecco che frugando fra i ricordi emergono cibi che in qualche modo hanno scritto pagine sul libro della nostra vita. É buffo come una pietanza, un dolce, un sapore riescano a farti rivivere attimi oramai dispersi dal tempo. Per tanti anni questa fantastica Pizza di Pasqua é rimasta in qualche angolo della memoria poi improvvisamente grazie ad un pigro navigare di sito in sito eccola riemergere, improvviso il pensiero va ai giorni di Pasqua a quando arrivava in casa un pacchetto con i realtà due schiacciate quella salata e quella dolce con i semi di anice,
era tipico di mio padre, non ci faceva davvero mai mancare niente....e se normalmente amava fare la spesa, le feste sembravano auto autorizzarlo a rifornire la dispensa in modo sistemico e abbondante;  prodotti ricercati, acquistati da fornitori selezionati e scelti con cura, c'era amore in ogni più piccola confezione che entrava in casa l'amore con la quale la sceglieva per noi,  gustandosi il momento in cui avrebbe visto brillare gli occhi del uno o dell'altro. Niente era casuale, tutto era volutamente ricercato, così come ha saputo trasmetterci le tradizioni che
strettamente osservava. Le feste scandivano il tempo, cresceva l'attesa e lui ne era protagonista assoluto......ma ecco la storia di questo prelibato prodotto da forno.

Per tradizione questa "Pizza" o “Caciata”, per via del formaggio, viene mangiata a colazione il giorno di Pasqua. Più che una colazione è un rito. La tovaglia bianca, le uova, simbolo della vita che si rinnova, che talvolta ancora qualcuno porta a benedire in sacrestia, il bicchiere di vino rosso e il salame corallina, un tempo prodotto solo per questa festa dai laboratori artigiani umbri di norcineria. Questa tradizionale Pizza è umbra,
ma nell'Italia centro meridionale quello della pizza lievitata è un rito che si ritrova in molte regioni. 
A cominciare dalle Marche, che hanno una ricetta praticamente simile a quella umbra dove viene chiamata “Crescia”, al Lazio, all'Abruzzo che però ha una pizza dolce arricchita da semi di anice, da uva secca, cioccolata, limone e cannella, alla Campania con il suo casatiello, arricchito dai ciccioli, dal pepe, dalla sugna e dalle uova che diventano una vera e propria decorazione, in qualsiasi modo si chiami infondo fa parte della storia gastronomica italiana, racconta la sua gente e le risorse a loro disposizione anche e sopratutto in quei momenti dove le queste scarseggiavano,  eppure si riusciva sempre a far festa  anche mio padre ha sempre asserito ovunque si trovasse che: " Da quello che la gente mangia si capiscono tante cose....... " ecco perché ovunque andassimo la tappa supermercato era obbligatoria!!!



giovedì 20 marzo 2014

Ad ognuno le sue frittelle!!!



Buon San Giuseppe a tutti i Giuseppi!!! E buona festa del papà a tutti i papà  e questo post é per uno chef/ babbo, é toscano quindi é un babbo, uno molto speciale: "lo chef Luca Borghini"! Ogni regione come sempre sfodera le sue ricette della festa qui da noi si va di frittelle di riso. É un ricordo che mi arriva da molto lontano, mi riporta indietro ai momenti in cui la sera prima del fatidico giorno la nonna, la mia nonna Ada, iniziava la lunga lavorazione. Si perché noi ne abbiamo uno di Giuseppe in casa e non passava anno che io abbia memoria che la nonna non facesse questo meraviglioso dolce per portarglielo il giorno dopo.
La difficoltà stava nello svegliarsi presto precipitarsi giù dalle scale trasportata dall'effluvio dolciastro e riuscire ad acchiapparne una ancora calda prima che venissero nascoste perché allora benché non sia passato un secolo non si poteva assaggiare niente prima di andare a tavola. Era una regola ferrea che se da una parte ti faceva arrabbiare dall'altra scandiva il tempo conferendogli il suo giusto valore, infondo come recita una  pubblicità odierna:"l'attesa é essa stessa il piacere", oggi é molto facile dirlo, quando si é bambini però non lo é davvero! Tornando però alle frittelle bisogna sapere che come un mantra ogni anno la nonna mi scandiva i vari passaggi ed ogni anno come fosse il primo bevevo le sue parole che sembravano acquietare  anche se momentaneamente la mia sete di ricette!!! Si inizia la sera prima  mettendo a bollire il latte: "mi raccomando aggiungi una buccia di limone é quella che da un certo non so che" quando bolle si versa il riso e si lascia sobbollire fin quando non ha assorbito tutto il latte poi si lascia raffreddare. L'attesa era lunga ma sempre riempita con una presenza così ricca e variegata che le ore sembravano minuti. Finalmente arrivava il momento propizio per aggiungere tutti gli ingredienti uova, zucchero:" non troppo perché poi le passiamo nello zucchero se no stuccano ma allora quanto!?! Quanto... quanto...quanto basta!!! " Questo ha sempre lasciato in me un gap incolmabile: come si fa sapere quanto basta!?? Non l'ho mai capito! Fatto sta che alla fine dopo il lievito e quant'altro il tutto si trasformava ai miei occhi in un terribile pastone che guardavo sospettosa: "domani vedrai sarà raddoppiato!!!"
Non so se ci credessi davvero perché il giorno dopo correvo a verificare se il miracolo era avvenuto.....non mi ha mai disatteso nemmeno una volta! Oggi insieme a questi meravigliosi ricordi resta l'annuale diatriba fra undici fratelli: "come le faceva mamma le fo' solo io! "

venerdì 7 febbraio 2014

"Alberto ci insegna che le passioni migliori sono quelle più travolgenti" … MasterChef

"Alberto ci insegna che le passioni migliori sono quelle più travolgenti" … MasterChef

Riparto da qui, o é da qui che ritrovo ispirazione o forse ancora meglio nasce da qui un bellissimo parallelismo! Mi ci sono imbattuta nel mio pellegrinare fra le pagine di Facebook e mi é venuto spontaneo resettarmi a due settimane fa quando ho conosciuto di persona lo chef Luca Borghini, infatti  fino ad allora era un immagine virtuale, una voce dall'altro capo del telefono, un immagine a colori sgargianti capace di trasformare una chianina in un floreale dipinto.
Certo non immaginavo, perché benché fervida l'immaginazione non può cogliere tutte le sfumature di un essere umano di un artista di un padre e di uno chef, si ferma ad una impressione non va oltre. Ci vuole uno sguardo, un abbraccio, un condividere una giornata con le persone che di questa passione vivono e questa passione trasmettono ogni giorno chi attraverso storie chi attraverso piatti chi semplicemente come passivo, si fa per dire, assaggiatore!!!  Così eccomi qua a riprendere in mano spezzoni di una giornata, fotogrammi di un'allegra combriccola, che nella più completa semplicità ed estemporaneità si incontra e passa insieme un'intera giornata a suon di matterelli, pentole, coltelli piastre ad induzione che fanno saltare l'impianto della luce, sifoni che non montano una spuma di pecorino, ricette russe che si incrociano con quelle Toscane e Romane insomma una roboante  kermesse alimentata dall'amicizia........o forse é la passione che alimenta l'amicizia!?! In ogni caso ciò che scorre in quelle ore oltre al vino bianco, rosso e un po' di bollicine sono proprio delle emozioni, emozioni che il tempo ha sedimentato e che si rinnovano in questi incontri.

Sono salita su una giostra in movimento come una specie d'imbucata speciale,  mi sono sentita trascinare e coinvolgere fino a diventare tutt'uno con loro,  al punto in cui  ogni estraneità viene cancellata ed  ogni distanza si annulla portandoti  vicino all'altro come se con lui tu avessi condiviso una vita intera.... ed é un gran bel sentire:  "Benvenuti in Casa Curri"!!!! Mi resta impressa  l'immagine di una porta che si apre dietro di essa una mano che con il rituale gesto d'invito non solo ti lascia entrare in salotto ma ti apre il suo mondo!!! É davvero un grazie sentito il mio, occasioni così sono rare e preziose, ti fanno sentire vivo, felici, travolgenti e coinvolgenti parentesi per tirare il fiato e ritrovare l'energia dispersa nel vortice della vita!!! Grazie Luca, Cristiana, Velia, Tania, Sandra e tutti gli altri non vedo già l'ora di rivedervi tutti!!! Finger Food!?? Mah....chissà cosa starà già inventando il nostro mitico chef, di sicuro una delle sue esplosive e divertenti combinazioni culinarie il resto é tutto da inventare al momento, estemporaneo ma mai banale ne fine a se stesso!!!

mercoledì 29 gennaio 2014

L' Amicizia si coltiva in cucina....... di "Casa Curri"!

Raccontare un esperienza come questa non è un compito facile, non lo è perché si sommano e s'intrecciano diversi aspetti arricchiti di mille sfumature. All'aspetto gastronomico si accosta quello umano: persone che s'incontrano cucinano e mangiano insieme! Detto così sembrerebbe un banale rituale ricorrente e comune a tanti ma quello vissuto era diverso, diverso perché ognuno di noi ha messo se stesso con tutto se stesso regalando agli altri il suo lato migliore!!! Che cosa prevale in un incontro come questo!? L'aspetto cibo o l'aspetto umano che cosa fa la differenza!? 


Certo é che il cibo dev'essere buono, preparato e concepito per allietare per compiacere e quale migliore "ingrediente segreto" se non quello di una bella risata in compagnia, il ragù fatto così non ha uguali!!! "I crostini neri" della più antica tradizione toscana escono fuori quasi da se, una sorta di irripetibile magia che si materializza nelle mani dello Chef Luca Borghini e della sua bravissima assistente Serena Menci e il "bardino" con la farina dolce di Montemignaio, volete mettere!?? Non sapevo, benché profondamente toscana, nemmeno cosa fosse dimenticavo che ogni provincia é cosa a se e da nomi diversi alle cose, quasi a volersi distinguere dagli altri!!! Noi siamo campanilisti nell'anima ma al tempo stesso facciamo spazio a chi s'intrufola con le proprie tradizioni, magari all'inizio si storce la bocca, un po' di reticenza c'è ma poi di fronte a Tatiana Nitelea e ai suoi Pelimeni ci si lascia andare, è la gentilezza, la bellezza con la quale spiega e racconta la sua ricetta, il suo coinvolgerci "nell'incollarli" che fa cadere ogni barriera e allora spazio alla Moldavia!!!





E poi.....e poi.... e poi.... Vedere Velia De Angelis impastare come solo lei può fare non ha prezzo, quei panini che fra una risata e l'altra diventano involucri per mortadella formaggio e l'immancabile ingrediente segreto, segreto al punto di far lavorare la fantasia di molti anche su Facebook: chissà sarà l'amore che ci metti, l'allegria che sprigioni o forse qualche particolare bilanciamento in preda ad un attacco della dilagante mania di giocare agli alchimisti!?? Credetemi é solo una banana!!!



Non é uno scherzo questa é Velia in tutta la sua essenza, semplice esplosiva creativa e poli.......poliedrica!!!!! Non si può però dimenticare l'improvvisato set dove tutto questo é stato possibile: Benvenuti a "Casa Curri" :" ne faremo un nuovo format!" (Velia De Angelis). Grazie a Cristiana Curri che ha pazientemente sopportato l'incursione e ai suoi ospiti che si avvicendavano fra tavolo e cucina un po' assaggiando un po' contemplando che con le loro aggiunte di dolci e di vino hanno fortemente contribuito a fare di una normale serata in compagnia un vero







capolavoro. Lasciarsi con la promessa di un " rifacciamolo presto" é la una delle migliori conclusioni, un successo coronato da strette di mano, abbracci ringraziamenti e....... gomme forate in autostrada alle due di notte con un magnifico chef Luca Borghini 











che nell'aurea della magia della serata si trasforma in meccanico, poche semplici abili mosse in un surreale schiamazzante contorno ed ecco che si riparte, ognuno verso casa, siamo ancora carichi e piacevolmente sorpresi da quanto l'altro in un così semplice contesto ci abbia potuto arricchire.
















sabato 11 gennaio 2014

....e la magia continua: Pasta Madre... perché non provare!


Primo esperimento dopo 32 ore di lievitazione!
Certo che la curiosità era tantissima, allora mi sono detta: "perché non provare!?!? " Così ho chiamato Luca (lo chef Borghini naturalmente) per informarlo che il post avrebbe avuto un seguito....urgeva .sperimentazione obbligatoria!!! Mi appassiona tutto, tutto mi incuriosisce, figuriamoci poi un fenomeno come questo!!!! Ragazzi, sta prendendo piede ad un ritmo incontrollato!!! Ci sono farine inimmaginabili che sapientemente dosate e bilanciate danno origine a prodotti incredibilmente buoni.Si riscoprono con piacere e soddisfazione  antichi grani accantonati per produzioni di massa forse apparentemente più redditizie e meno impegnative. Avete mai sentito parlare ad esempio di    Senatore Cappelli, Khorosan, Enkir !?!? prodotti che derivano da antichissimi cereali, geneticamente intatti, privi di OGM (alta digeribilità) esenti da ogni contaminazione, non é incredibile!??! Mi si é aperto un mondo e così ho iniziato a navigare in cerca di Mulini che ancora producono e sopratutto che macinano ancora a pietra. Non potere nemmeno immaginare cosa vi aspetta!!! Prendete ad esempio il Molino Marino aprite il sito e potrete almeno in parte solo a colpo d'occhio. intuire la vastità e la complessità di questo farinoso mondo. oppure leggete questo bellissimo articolo di Scatti di gusto sull'ultimo mugnaio eretico. Morale non vedevo l'ora di mettere le mai in pasta "la mia Pasta" e così ho esordito con le brioche e qui i primi risultati!!! Certo la strada é ancora lunga e tortuosa ma come inizio non è male, buona panificazione a tutti!!!!
Secopndo esperimento dopo 24 ore di livitazione

venerdì 27 dicembre 2013

Pasta Madre, non solo un lievito ma una vera magia!



Di questi tempi è forse l'ingrediente più giusto di cui parlare, vuoi il periodo, le grandi festività sono l'occasione  per eccellenza per le grandi lievitazioni: panettoni, pandori e affini; vuoi la dilagante moda che ha perfino dato origine ad un network: "pastamadre.net  con tanto di lista di "Spacciatori" il suo ideatore Riccardo Astolfi illustra con estrema competenza e simpatia tutto quanto abbiate bisogno di sapere in materia, inutile dunque perdersi in lunghe spiegazioni ci sono come lui stesso afferma tutte le risposte o quasi e posso confermare che é assolutamente vero. Inoltre se non foste già sazi il web offre spunti e consigli di tutti i generi, fra questi quello che mi ha più colpito é il sito "dissapore.com" ironico ma sempre carico di interessanti spunti e nozioni: sapevate che in Svezia esiste un albergo per lievito madre!?
Si, un luogo dove chi va in vacanza o chi é in visita e non sa dove lasciare il proprio figlioletto lievitato ne tanto meno può prendersene  dovuta cura (rinfreschi), trova mani amorevoli ed esperte che lo terranno in vita per tutto il tempo della sua assenza ma cosa ancora più bella é che se con il suo lievito verrà prodotto del pane, questo porterà il suo nome, geniale o forse molto razionale tipico delle mentalità nordiche.


Dunque se l'argomento é stato ampiamente sviscerato non resta che guardarne il risvolto umano che risultati soddisfacenti a parte é il lato più bello di tutte queste dilaganti passioni; se queste infatti servono per costruire e nutrire rapporti umani se agevolano uno scambio culturale e nozionistico, se imponendo ritmi lenti riescono a frenare  o almeno ad arginare  la sfrenata corsa quotidiana al successo, oggi forse meglio parlare di corsa per la sopravvivenza, se la giusta alveolazione dell'impasto riesce a regalare attimi di gioia allora quei pani, quei croissant,  quei panettoni non sono più prodotti da forno, si trasformano in veri miracoli. Il tempo, infondo,  é il bene più prezioso di cui l'uomo dispone é se questo tempo lo dedichiamo a cose che amiamo fare e se queste sono molto spesso dirette alle persone che amiamo ecco che la lievitazione diventa non solo un processo chimico ma una vera magia ed é di questa magia che queste feste dovrebbero essere fatte: piene, traboccanti di tempo da dedicare a tutte quelle persone che fanno parte della nostra vita, mentre impastiamo, rinfreschiamo, incordiamo, pensiamo a loro a quel sorriso che riusciremo a strappargli a quello sguardo stupito che diventerà il regalo più bello: una magnifica ricompensa per quelle notti insonni passate a cullare il magico impasto! Buone Feste!

martedì 10 dicembre 2013

Se non é zuppa é pan bagnato.... e se non é neppure questo l' é "Acqua Cotta



....I nostri occhi vengono catturati dalla luce e dai colori... dell’acquacotta: iniziando dai verdi, i rossi, i gialli, i bianchi per proseguire con le trasparenze dell’aria e dell’acqua. Di fronte a noi i profumi, i sogni, i ricordi, la rabbia, la passione, la fatica, la semplicità e la magia di questa bellissima terra che è la Maremma.

Dal libro: "I colori dell'acqua cotta" di Patrizia Passalacqua Le lettere


Ancora una zuppa nel nostro viaggio attraverso alcune delle ricette considerate capisaldi della nostra cultura gastronomica e per nostra con un pizzico di campanilismo ed egocentrismo,  intendo quella Toscana. Terra ricca e prodiga di ingredienti semplici ma di straordinaria bontà che le mani sapienti di vecchi antenati trasformavano alternandoli a seconda del luogo, della stagionalità e sopratutto della disponibilità, in superbe pietanze. Mi chiedo quante cose il tempo cancelli e quante  invece ci raggiungono intatte attraverso i secoli e cerco di carpirne il segreto. Ricette come quella dell'acqua cotta, semplice combinazione dei quattro primordiali elementi: acqua, fuoco, terra ed aria cit. DaTaccuini Storicil che non verte su particolari bilaciamenti se non quelli puramente soggettivi che non consta di strutture studiate a tavolino, riempie ancora le nostre scodelle. Oggi come allora la stessa ricetta che i pastori in trasferta nell'aspra maremma cucinavano con quei pochi ingredienti che portavano con se nei lunghi mesi del pascolo estivo ci giunge intatta.

 Perché con il consumismo queste ricette estreme non sono sparite, allora si usavano le cosiddette "verdure sull'uscio" quelle appena raccolte nell'orto sul quale si affacciava la cucina, si usava il pane sciapo e raffermo, si usava baccalà se se ne aveva e se no lardo piccoli pezzi di carne e magari quell'uovo rimasto in dispensa ma niente di più. Da proprio l'idea del riciclo nelle sue più profonde radici eppure ancora resiste, resiste perché in ogni cucchiaio é racchiusa la nostra storia il nostro straordinario e conviviale modo di fare cucina: " si piglia i'che c'é" e si condivide,  un posto a tavola un buon toscano non lo nega mai a nessuno. Ci si stringe un po', si mette insieme quello che si trova in dispensa, un tocco qui un tocco la e la cena é servita! E che ognuno porti pure le sue varianti, pomodoro, funghi, pecorino, sedano proprio tutto quello che  "vu' c'avete all'uscio" mescolate, affettate, condite, e metteteci tempo, tanto tempo, per qulacosa e qualcuno che si ama il tempo di fare una buona zuppa si trova sempre e se proprio quel tempo per bollire non lo trovate passate da Arezzo io Luca Borghini, quel tempo ve lo dedico volentieri la mia Acqua cotta rivista e corretta vi aspetta sempre!

domenica 8 dicembre 2013

La Galleria del Cibo: "Il MangiArte"


Numero 6 di Art Food & Fashion GALLERIA D'ARTE DEL CIBO: 

"Il MangiArte". C'è chi per vedere un'opera d'arte va al Museo, e chi viene in Art Food & Fashion per ammirare un aperitivo o un piatto fatto ad arte. Ebbene stasera si inaugura la prima "GALLERIA D'ARTE DEL CIBO" online, il "MangiArte".L'arte del cibo che si mostra nel piatto. Spazio capace di creare un legame tra la cultura del "buon cibo", al saper fare e alla passione per "l'arte". "MangiArte" è arte, design, alta cucina, cucina creativa in movimento rappresentata da un grande del settore culinario, il grande Maestro e Chef Executive Luca Borghini, cucina moderna contemporanea interpretata dal food blogger e giornalista Alfredo Iannaccone, e cucina classica rivisitata dall'artista Almerindo Santucci.In questo nuovo progetto coinvolgeremo ristoranti e produttori che siano interessati ad una vetrina online, che metta in mostra collezioni culinarie creative e all'avanguardia. Arte da mangiare, mangiare arte, è una tendenza sempre più diffusa in tutto il mondo. "MangiArte" col contributo dei grandi artisti professionisti citati sopra, e con il grande ausilio del Maestro Luca Borghini, alias "Il pittore del Cibo", saprà unire materiali commestibili, quali frutta, verdura, carne, sushi e riso, trasformando il tutto e diventando spunto per quadri, ritratti, paesaggi.Il cibo ormai non si limita a soddisfare le papille gustative, ma mette sempre più in mostra le sue velleità artistiche. Il cibo è sempre stato uno dei soggetti preferiti dell'arte di ogni tempo, dall'Ultima Cena di Leonardo ai Mangiatori di Van Gogh.Oggi tre grandi artisti, provenienti da settori differenti ma con la grande passione che li unisce per la cucina e l'arte, si uniscono e si sfidano a suon di pentole, presentando piatti che delizieranno i nostri occhi. Un connubio felice, arte e cucina che vanno d'amore e d'accordo. Luca Borghini, Alfredo Iannaccone e Almerindo Santucci sono gli artisti di "MangiArte", la Galleria d'arte del cibo di Art Food & Fashion.Sarà una mostra ricca di spunti differenti, arte che mostrerà che l'invisibile che è quotidianamente sotto il nostro naso è arte, utilizzando prodotti d'eccellenza dell'enogastronomia. 

CELESTE FERRARI

giovedì 5 dicembre 2013

Luca Borghini.....Luca Borghini.........il grande ed unico Luca Borghini!



Sfogliando in qua e la le pagine di Facebook ecco che mi ritrovo ancora raccontato in questo bel post. Il mio lavoro,  ciò che faccio, ciò che creo ogni giorno, parla di me del mio mondo di quello che sono ed é semplicemente un modo per portarmi agli altri!!! Quando qualcuno riesce a cogliere l'essenza di tutto questo e decide di raccontarlo so che ho trasmesso esattamente ciò che volevo e più le parole si accostano a me più comprendo che molto spesso la mia voce esce dai piatti che compongo dai sapori che accosto, dipingo con il cibo e cucino con l'anima e provo gratitudine per chi per me ha così tante belle parole da spendere! Grazie a Celeste Ferrari con piacere riporto integralmente il tuo bellissimo post!


Quarta Tappa del "Food Tours" è "AREZZO"
AREZZO presenta la sua "Carne Chianina e il suo Pittore del Cibo"
Quando si parla di "Pittore del Cibo", si parla di lui, dello Chef Executive LUCA BORGHINI. Uno degli artisti più autorevoli di Arezzo, maestro di intaglio di frutta e verdura, e docente.
Cibo e Pittura, gusto raffinato e sensibilità estetica, arte pittorica e arte culinaria, questo è il nostro artista areatino. Pittura e cucina hanno una stretta relazione, in entrambi si tratta di composizioni di ingredienti in un piatto/tavolozza, trasformando poi il tutto in un quadro maestoso.
Cavallo di Battaglia del Maestro LUCA BORGHINI è la "Tagliata Chianina". Ricordiamo che la Chianina è la carne più pregiata in Italia, tipica di Arezzo, e la carne più famosa al mondo. Questa carne è magra, con un modesto apporto calorico, più ricca di ferro di quella bianca, e con pochissimo colesterolo.
Il nostro grande CHEF è capace di esaltare questa carne con prodotti naturali e aromi, che vengono fusi, poi annullati, per poi rinascere in un sapore unico. Grande Chef che farà senza dubbio parte della storia dell'arte culinaria. Una preparazione culinaria in lui che diventa forma d'arte completa andando a coinvolgere tutti i sensi, espressione più sincera e profonda dell' animo di questo bravo chef, e nostro "Pittore del Cibo".
CELESTE FERRARI 

giovedì 21 novembre 2013

Zuppa di cipolle, carabaccia o cipollata!?! Tanto é la stessa zuppa!!!

In un tempo in cui tutti sono in crisi mi viene spontaneo rispolverare la dispensa per tirarne fuori ricette della tradizione. Si, perché la storia culinaria toscana ci ha "educato" al recupero di tutto quanto si trovi in dispensa!!! Sfoglio, vecchi ricettari!?? Bella l'idea.....aprire un bel volume antico tipoooo.... Che so.....Cristoforo di Messisbugo, "Libro novo nel qual si insegna a far d'ogni sorte di vivanda", 1557,,Armando Forni editore; é vero che toscano non era ma è li che per la prima volta si parla di ciò che oggi vi voglio raccontare!  Per la zuppa di cipolle infatti, denominata dal Messisbugo, "carabazada" occorre tornare al rinascimento  alla corte di Caterina dei Medici che la esporta in Francia per deliziare il palato del suo amato consorte Enrico II d'Orleans! Ovviamente i francesi c'è la rubano subito diffondendola a tal punto da farla divenire piatto nazionale!!! Rispetto ad allora la ricetta ha subito a torto o a ragione, visto che i gusti nel tempo si sono modificati, cambiamenti più o meno significativi, infatti la maggioranza dei piatti aveva un fondo dolce e speziato con aggiunta di frutta secca (mandorle, noci) che oggi non troviamo più ma intatto resta tutto il "super potere" (in tempo di eroi fumettistici non é poco) delle cipolle!!! Si, le cipolle, (Allium cepa)
questo ortaggio così versatile dalle mille imprevedibili sfumature che se da una parte ci fa piangere dall'altra ci fa guadagnare in salute. Considerato il più antico fra tutti, originaria del continente asiatico (Iran o Afganistan) godeva di grande reputazione già presso gli Egizi. Rappresentata negli affreschi delle tombe dei faraoni era venerata come una divinità, da chiamare a testimonianza di giuramenti o mettere in mano ai defunti quale lasciapassare per l’aldilà. (Taccuini Storici) Le sue caratteristiche principali!?! Eccole quà: depurative, disintossicanti, ipoglicemizzanti, ipotensive e antibiotiche e chi più ne ha più ne metta e udite udite: "Secondo le credenze popolari la sua buccia era indicata nel prevedere il tempo" (buccia sottile inverno mite – buccia grossa stagione dura e fredda). Taccuini storici. Ed ecco in successione rapida  ed essenziale,come lo é la cucina Toscana,  la ricetta di questa superba zuppa che Leonardo Da Vinci adorava.
Attenendoci strettamente alle tradizioni ci occorre un bel tegame di coccio dove si può cuocere lentamente per ore senza grossi rischi!!! Uno sparti fiamma se no addio tegame e una montagna di cipolle affettate del buon olio d'oliva del brodo vegetale del pane da abbrustolire e del pecorino c'é chi opta per il parmigiano ma noi toscani abbiamo il pecorino buono e quello usiamo! Fate cialdellare (parola stupenda) la cipolla nell'olio aggiungete un po' di zucchero per aiutarla a caramellizzare, coprire con un coperchio e lasciate  cuocere per una mezzoretta avendo l'accortezza di aggiungere via via qualche cucchiaio d'acqua. Passato il tempo salate, pepate, aggiungete brodo vegetale e cuocete per altra mezz'ora senza coperchio. A cottura ultimata versare in ciotole da forno dove avrete messo i crostini di pane e ricoprite con il formaggio passatela quindi velocemente nel forno caldo fin tanto che il formaggio non si sia completamente sciolto: et voilà, Bon appetit!!!




sabato 9 novembre 2013

Risate & Risotti 2014


.......La più perduta di tutte le giornate è quella in cui non si è riso.    (Nicolas de Chamfort)

Ecco che allora puntuali torneremo a regalavi tante di queste giornate, fervono i preparativi:
Udite, Udite: Risate & Risotti l'itinerante kermesse comico gastronomica riparte!!!!
Insieme a me ci saranno colleghi e comici che ad ogni incontro daranno vita ad una serata   piena
appunto di "riso e risate".
Riso in ogni sua sfumatura dall'antipasto al dolce elaborato, rivisitato, saltato  resta sempre un piatto che stupisce rapisce e sorprende, regala energia proprio come una bella risata e cosa c'é di meglio allora che unire questi due elementi e proporli in un unica sede!?? Ci saranno Iside & Romano del Ristorante La Parolina di Trevinano con il loro Staff, riusciremo a convincere.....
Maria De La Paz e Velia De Angelis a fare Risate Risotti 2014 insieme al Principe  di castellano e il maestro Gianfranco Vissani si lascerà coinvolgere!?? Quello che è certo é che io ci sarò e sto già pensando ad un improbabile ma sorprendente risotto!!!  Perché infondo come diceva Georges Bataille: "Il riso è il salto del possibile nell'impossibile."

In Punta di Coltello-tra-buona-cucina-e-divertimento/ il mio blog, c'è un ottimo resoconto di questa stupenda avventura.

venerdì 1 novembre 2013

Un tocco di speziata integrazione: peperoncino, cacao e zafferano


Integrazione!?!?!? ...... E se proprio d'integrazione dobbiamo parlare ogni giorno, non c'é certo bisogno del ministro kyenge per darci lezioni!!!! Entriamo nelle nostre cucine, sfogliamo quaderni, libri, ricettari, tracciamo uno storico percorso delle nostre ricette ed ecco che senza alcun ombra di dubbio ci riscopriamo un popolo che accoglie e fa suo tutto ciò che dal mondo arriva nuovo e sconosciuto e non da una manciata di anni ma nel corso di tutta la storia dell'umanità. Non abbiamo mai disdegnato tutti quegli ingredienti arrivati da terre lontane, con caravelle, carrozze e dorsi di mulo hanno attraversato i secoli ed indenni hanno raggiunto i nostri confini, sono arrivati a noi, li abbiamo fatti nostri e con la nostra proverbiale inventiva li abbiamo, come oggi si usa dire in termine gastronomico, rivisitati, non piegandoli alle nostre esigenze ma integrandoli alle nostre ricette fino a renderli veri e propri baluardi della nostra cucina. Il peperoncino piccante, non ci parla forse della Calabria ancor prima del sud America!?!! Nello zafferano non é forse racchiusa parte della storia della cucina milanese oscurando per un attimo la sua origine araba!?! Ed il cinghiale in agrodolce, non ci porta con l'immaginario in quelle meravigliose colline toscane anziché proiettarci nelle terre dei Maya?!? (Non per niente il cacao arriva in Italia solo nel '600 grazie ad un commerciante di Firenze e nello stesso periodo viene diffusa nel resto dell'Europa. É se non ci fossero i Toscani!!!!!)
Proviamo per un attimo a ricostruire i percorsi di questi tre semplici ingredienti, proviamo a traghettarci nel passato,  nei tempi in cui le spezie e gli aromi venivano solo coltivati in terre lontane

e questo "lontano" già di per se li rendeva pregiati, preziosi ai nostri occhi di conquistatori, preziosi e pregiati a quelli degli  indigeni che ne avevano già scoperto le proprietà farmacologiche, stimolanti, e coloranti e li scambiavano per questo al posto del denaro. Il peperoncino e il cacao arrivano dalle lontane americhe hanno origini antichissime, e sono arrivati fino a noi grazie a Cristoforo Colombo.
Lo zafferano invece veniva coltivato in Asia, da li il nome za-afaran "giallo", estendendosi poi fino alla Tunisia alla Spagna e il resto d'Europa. É facile allora comprendere quanto di larghe vedute siano sempre stati gli italiani, quanto si siano lasciati contaminare da culture esterne apprezzandone il valore, riuscendo ad introdurre i nuovi elementi non come parti assestanti della ricetta ma amalgamandoli totalmente ad essa plasmandola per renderla conforme al territorio. in un impeto giocoso mi viene naturale l'accostamento: il peperoncino piccante non poteva che andar d'accordo con il carattere focoso dei calabresi, il giallo intenso del risotto allo zafferano rischiarava le nebbiose giornate milanesi, (Storia del Risotto alla Milanese ) il cinghiale simbolo rurale per eccellenza con il tocco del cioccolato  non poteva che parlare delle mille sfaccettature dei toscani.
Abbiamo dunque aperto le braccia al mondo lo abbiamo accolto nella nostra storia e le sue tracce dove più dove meno si srotolano nelle nostre strade. Non ci siamo e non abbiamo posto confini fra la nostra e le altre culture, siamo un popolo ospitale che con la propria cucina strappa sempre un sorriso !!!!  

                                    http://www.zafferanodop.it
                                    http://www.callebaut.com
                                    
Inoltre: 

Vito Teti

Storia del peperoncino

Un protagonista delle culture mediterranee